Luigi Ferraris: bond Enel, obiettivo riduzione indebitamento

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Intervista a Luigi Ferraris, direttore amministrazione e finanza e controllo di Enel, in merito al prestito obbligazionario da 2 miliardi di euro

“In questo momento i mercati finanziari richiedono un titolo come la nostra obbligazione che può rappresentare un porto sicuro per tutti gli investitori, offrendo rendimenti di notevole interesse”. Così Fulvio Conti, AD e Direttore Generale di Enel, ha presentato ai risparmiatori il prestito obbligazionario da 2 miliardi la cui sottoscrizione ha preso il via ieri e che già fin dalle prime ore ha fatto registrare un ottimo interesse da parte dei risparmiatori. Così, Luigi Ferraris, direttore amministrazione, finanza e controllo di Enel, descrive i motivi del prestito obbligazionario. “I risparmiatori da sempre hanno dato fiducia ad Enel. Consideri che, con oltre un milione di piccoli azionisti siamo la società con azionariato diffuso più grande del Paese e tra le prime d’Europa. E le nostre obbligazioni sono tra le più diffuse in assoluto in Italia. Da quando siamo diventati società per azioni nel 1992 abbiamo emesso 26 titoli obbligazionari pubblici, 23 dei quali sono ancora in circolazione. Due le emissioni rivolte direttamente ai risparmiatori, nel 2005 e nel 2007. L’emissione consente anche di equilibrare i vari canali di finanziamento di Enel: banche, fondi, grande pubblico”.

Luigi Ferraris, quali sono le caratteristiche del prestito?

“Enel è la prima azienda italiana ad offrire obbligazioni ai risparmiatori europei. Infatti collocheremo il prestito non solo in Italia ma anche in Germania, Francia, Belgio e Lussemburgo. Il nostro obiettivo è rivolgersi alla più ampia platea possibile e per questo abbiamo scelto di fissare l’importo del lotto base a duemila euro. L’offerta è di due miliardi e la scadenza è fissata in sei anni. Il risparmiatore può scegliere tra tasso fisso, legato al tasso midswap, e tasso variabile, legato all’Euribor, più uno spread”.

È possibile fare previsioni sui risultati della raccolta? Vi siete fissati degli obiettivi?

“Non posso fare delle previsioni. L’offerta è partita il 15 e si chiuderà il 26 febbraio. Quando collocammo altri due prestiti tra i risparmiatori la risposta fu rapida e positiva. Nel 2005 avemmo circa 104mila richieste e il placement fu di un miliardo di euro. Nel 2007 le domande furono oltre 86mila, col collocamento di 2,3 miliardi di euro”

Tra i vostri obiettivi c’è la riduzione dell’indebitamento?

“Certamente. Enel ha annunciato l’obiettivo per il 2010 è di scendere da 51 a 45 miliardi di euro. Questo avverrà anzitutto migliorando i flussi di cassa operativi e realizzando il piano di dismissioni già annunciato per circa 7 miliardi di euro entro l’anno. Prevediamo di cedere una quota di Enel Green Power, la rete di alta tensione in Spagna e altri attivi che riteniamo non strategici”.

Quindi il debito dell’Enel a fine 2009 è sceso a 51 miliardi di euro: qual è oggi la sua struttura e quali le sue componenti?

“Oggi il nostro debito ha una scadenza media di più di sette anni. Questo grazie al fatto che 2009 abbiamo collocato obbligazioni ad investitori internazionali per un equivalente di 10 miliardi di euro con durata fino al 2040.”

L’impegno nelle rinnovabili può mutare questo quadro?

“Gli investimenti che il Gruppo destinerà alle energie rinnovabili rientrano nel piano consolidato del periodo 2010-2014 che verrà presentato ai mercati il prossimo 18 marzo. E sono strutturati in modo compatibile con la priorità strategica di riduzione dell’indebitamento”.

Direttore Luigi Ferraris, Enel è per il sesto anno consecutivo nel Down Jones Sustainability Index. Come si è integrata la sostenibilità nella strategia finanziaria del Gruppo e nella relazione di bilancio?

“Sono oltre dieci anni che Enel affronta il tema della sostenibilità. Abbiamo riscosso la fiducia da parte dei fondi etici che ora rappresentano il 15% dell’azionario istituzionale. Enel pubblica ogni anno il bilancio di sostenibilità dove diamo conto attraverso 450 indicatori del nostro impegno. Direi che costituisce una referenza molto significativa.”

FONTE: La Sicilia
AUTORE: Leonardo Lodato

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