Auro Palomba: “Piazza Affari, ora si fa sul serio”

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Auro Palomba sottolinea l’intesa sulla tassazione dei guadagni. Rialzo per il listino, +3%

Le borse anticipano la fine della guerra nel Golfo Persico e schizzano tutte verso l’alto, con quotazioni e scambi dimenticati da tempo. Ultima ad allinearsi al movimento, Milano sta inseguendo il tempo perduto con giornate intense e prezzi in forte aumento. Ieri l’indice Mib ha chiuso in rialzo del 3,06% stabilendo il nuovo primato annuale con 1111 punti. È l’undicesima giornata positiva consecutiva. Un progresso quasi irresistibile se si pensa che il Mib aveva stabilito il minimo del ’91 solo 20 giorni fa, il 29 gennaio, con 944 punti. In questo periodo l’indice ha dunque guadagnato il 17,7%. La seduta di ieri è terminata intorno alle 15, e il volume di scambi dovrebbe essere salito sopra i 300 miliardi, secondo i dati provvisori. Ma non è la guerra del Golfo a spingere in alto i corsi di Piazza Affari. O almeno, il miglioramento della situazione nel Medio Oriente non è la causa principale di questa ripresa. Gli operatori sono infatti concordi nel ritenere che il nodo che ha tenuto bloccata la Borsa di Milano in questi mesi è da cercare nella tassazione dei capital gains. I tre decreti Formica hanno avuto l’effetto di allontanare i risparmiatori dal mercato in un momento in cui le altre principali piazza mondiali si muovevano già in recupero. Per questo motivo Wall Street ha già annullato il gap che la separava dallo scorso 2 agosto, mentre l’indice Comit di Milano dista in pratica ancora 200 punti da quella quota. Con il voto, che si spera finale, di oggi in Commissione Finanze della Camera, dunque anche il problema capital gains dovrebbe essere archiviato con risultati tutto sommato positivi per il mercato. Gli operatori sembrano soddisfatti delle modifiche che sono state apportate al testo del decreto dopo l’incontro avuto dalle categorie con il ministro delle finanze Formica, e questo sentimento viene di conseguenza trasmesso ai risparmiatori che stanno dunque gradatamente tornando all’investimento sul mercato azionario. Senza dimenticare che ordini di acquisto piovono in questo momento anche dall’estero, portando un nuovo elemento di conforto sulla durata e la consistenza della tendenza positiva che si è impossessata del mercato da un paio di settimane. Gli operatori attendono ora anche i bilanci delle prime società, e in particolare l’entità della nuova “campagna dividendi” per capire quale svolgimento avrà la Borsa anche nella primavera. Bisogna dire che ora tutti hanno messo il pessimismo nel cassetto, e prevedono che l’attuale fase duri per diverso tempo. Anche con qualche piccola eventuale correzione fisiologica nei trend crescenti. I “graficisti” individuano la prossima linea di resistenza dell’indice Comit a 600 punti. C’è dunque ancora uno spazio di 30 punti dai 570,38 segnati ieri mattina. Se a Milano il motivo principale della risalita è la schiarita sulla tassazione delle plusvalenze azionarie, è indubbio invece che nel resto del mondo si traggano benefici dalla sensazione che la guerra del Golfo sia vicina allo sbocco finale, e forse con essa se ne andrà anche la recessione. Ormai le maggiori case di brokeraggio del mondo sfornano quotidianamente analisi in cui si sostiene che il rallentamento dell’economia dovrebbe finire con la seconda metà del ’91, con almeno un anno d’anticipo su quelle che erano le previsioni elaborate nel ’90. Di questo si avvantaggiano i mercati azionari, che inanellano sedute su sedute di rialzo. Sono in particolare i valori di guida, e fra essi spiccano quelli di società industriali, a godere in questo momento dei favori degli investitori. Ieri il movimento è cominciato di prima mattina da Tokyo, dove l’indice Nikkey ha chiuso in progresso del 3,5%, facendo capire che la nuova settimana sarebbe stata foriera di buone notizie per la Borsa. Tokio si è mossa sull’onda del rialzo di Wall Street di venerdì scorso, quando il Dow Jones aveva stabilito il nuovo record post crisi del Golfo. Ieri la Borsa di New York è rimasta chiusa per una festività, e quindi la prima reazione agli incontri moscoviti si avrà questo pomeriggio alla riapertura del mercato. Segnali confortanti sono invece giunti ieri dalle principali piazze europee. In particolare è stata Londra a infondere fiducia. La City era infatti sotto particolare attenzione, dopo i nuovi attentanti dell’Ira nella nuova mattinata. Il mercato non ne ha risentito, chiudendo in recupero dello 0,9%. Bene anche la Borsa di Francoforte, dove la seduta si è conclusa in rialzo del 2,7% con scambi in aumento e l’indice al nuovo massimo annuale. A Bruxelles il mercato ha segnato +1,62%, mentre a Parigi gli indici hanno terminato la giornata in progresso dell’1,62%.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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