Gianpietro Benedetti: “più figli e più scuola”

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Senza una scuola adeguata, cioè con meno burocrazia e capace di premiare i docenti migliori, ma anche «senza un numero maggiore di figli o senza un’immigrazione qualificata, siamo destinati a diventare tutti più poveri. Se non ci diamo una regolata sarà così. Non è certo un dramma, vorrà dire che vivremo di meditazione». Gianpietro Benedetti, presidente della Danieli vede così il futuro del Friuli. Lo ha fatto capire sabato 19 ottobre, in occasione della presentazione del bilancio 2012/2013 del Gruppo che riunisce la Danieli, leader mondiale nella costruzione di impianti siderurgici, e l’acciaieria Abs. Un bilancio, quello del gruppo Danieli, in cui l’andamento dei ricavi è calato del 10%, mantenendosi stabile nel settore ingegneria e costruzioni impianti per produrre metalli (-4%), mentre nel settore produzione di acciaio con il gruppo Abs è calato notevolmente (-23%) pervia della crisi italiana ed europea.

Il fatturato si è attestato su 2.782,3 milioni di euro, l’utile netto a 162,5 milioni (-15%), il margine operativo lordo a 277 milioni (-8%). In particolare, Danieli ha mantenuto gli obiettivi di redditività prefissati grazie non solo alla leadership in molti settori, ma anche alla crescente competitività dei costi di ingegneria e fabbricazione, in qualità, della Danieli Asia. In sostanza, Danieli ha tenuto, Abs è andata male, a causa del calo di consumo di acciaio. Al di là dei numeri, l’andamento dell’anno l’ha sintetizzato Gianpietro Benedetti: «Potevamo fare meglio quest’anno, purtroppo abbiamo speso di più del previsto per alcuni impianti in Medio Oriente, a causa di alcuni errori e di ambienti non molto "friendly". Comunque tutto è stato assorbito. Quanto al fatturato il prossimo anno dovremmo tornare sull’ordine dei 3 miliardi. In questo ci ha un po’ penalizzato l’Abs, ma abbiamo fiducia in quest’azienda che si sta consolidando e sta crescendo». Per quanto riguarda il portafoglio ordini del Gruppo, esso «risulta praticamente invariato rispetto al 2012 ed è ben diversificato per area geografica e per linea di prodotto ed ammonta al 30 giugno 2013 a 3.206 milioni di euro rispetto a 3.225 milioni al 30 giugno 2012».

Positivi, invece, i numeri dell’occupazione: al 30 giugno 2013 i dipendenti del gruppo erano 10.944,907 in più (+9%) rispetto all’anno precedente «per un consolidamento ed espansione attività in Danieli Asia», si legge nella relazione. «Ma, seppure di poco siamo cresciuti anche in Italia», ha detto Benedetti. «In passato avevamo rallentato, sbagliando. Ci dev’essere un flusso continuo dal basso, selezionato il più possibile, che dia energia e forza all’azienda». In Friuli, attualmente, ha aggiunto Gianpietro Benedetti, «la Danieli ha 4000 dipendenti, più un indotto di 2.300». E a proposito di dipendenti, Benedetti ha ricordato che su un fatturato di 2.782 milioni di euro, «409 sono il costo del personale», speso in gran parte in Europa. «Qui alla Danieli il costo medio di un dipendente è di 67 mila euro all’anno, più o meno come in Germania. Nelle nostre aziende cinesi o nell’ufficio tecnico vietnamita il costo è di 14-15 mila euro l’anno, praticamente 4 volte in meno».

Niente più futuro, quindi, per la siderurgia in Italia e Friuli? No. Però, ha aggiunto Benedetti, «dobbiamo giustificare questa differenza di costo. Come? Molto semplice: con un maggiore valore aggiunto del nostro lavoro, quindi con più intellettualità, con più scuola e più Università. Per questo intendiamo rinforzare, all’interno della Danieli, la Danieli Academy, per la quale stiamo cercando un manager». Ma come valuta Gianpietro Benedetti la scuola friulana? «Ci sono ottimi professori – ci risponde -. Io sono presidente dell’Its e vedo che hanno le stesse problematiche dell’industria: la burocrazia li uccide. Io come presidente dell’Its se dovessi rispondere a tutte le note…figurarsi. Per cui semplicemente le ignoro e cerco di stare concentrato sui fatti: allievi, professori, merito».

FONTE: La Vita Cattolica
AUTORE: Stefano Damiani

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