Scrittura digitale e libri: l’interessante punto di vista di Massimo Mantellini sul canale «Le macchine volanti»

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Esistono differenze tra la scrittura per i media digitali e quella per i libri? Massimo Mantellini, blogger di consolidata esperienza nella cultura informatica e nella politica delle reti, ha analizzato tale tematica in un articolo pubblicato sul canale «Le macchine volanti». Un aspetto che differenzia le due modalità è legato al concetto di tempo: il mito che ha contraddistinto la scrittura digitale è connesso infatti alla sua capacità di mantenere una certa contemporaneità e una modificabilità nel corso degli anni. La carta, al contrario, è immobile, immutabile e, per questo, rappresenta una testimonianza tangibile e coerente del suo tempo. Il libro si erge, infatti, a documento storico. Un’altra differenza riguarda il modo di predisporsi alla scrittura: mentre quella digitale è più istantanea, frutto di una spinta emotiva, quella cartacea presuppone la costruzione di un’architettura specifica, di una geografia ragionata e obbliga all’obbedienza verso un progetto. Questo non significa però che il web rappresenti la libertà e il libro una prigione, le cose sono molto più complicate. La scrittura cartacea ha, inoltre, un altro vantaggio, ovvero quello di mettere lo scrittore in relazione culturale con altri soggetti che lavorano a un prodotto (editori, redattori, etc.). Quella digitale, dal canto suo, è un tipo di scrittura militante, che presuppone nella sua accezione positiva uno slancio, la preferenza accordata all’azione rispetto all’immobilità. Vecchi e nuovi formati hanno però in comune un aspetto fondamentale: entrambi veicolano la nostra volontà e l’ingenua pretesa di cambiare il mondo. Segnaliamo inoltre che sul canale «Le macchine volanti» sono disponibili altri interessanti articoli di personalità illustri del panorama italiano quali Giuseppe Recchi, Presidente di Telecom Italia, Paolo Barberis, Consigliere per l’innovazione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, e Stefano Quintarelli, Presidente del Comitato di indirizzo dell’Agenzia per l’Italia digitale.

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