Utility: A2A punta alla crescita internazionale

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Strategie e investimenti sul mercato interno possono dirsi ormai consolidati: ecco perché A2A ha deciso di guardare anche oltre i confini nazionali e pensare in termini europei. Lo ha dichiarato qualche giorno fa l’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini in un’intervista rilasciata a “La Repubblica”. Il manager guarda soprattutto ai partner europei: “Perché devo pensare di crescere solo in Italia, obiettivo che tra l’altro stiamo già perseguendo da tempo? Facciamo parte dell’Europa e il nostro mercato di riferimento non può che essere tutta la Ue. Del resto, già i grandi gruppi dei servizi energetici vengono in Italia. Se immaginiamo l’Europa come campo di gioco restare solo in Italia è come giocare tutto in difesa: potrai pareggiare ma non potrai vincere”. Una strategia che coinvolgerà il Gruppo già dal prossimo Piano Industriale: “Non sarà un tradizionale piano di 4-5 anni – anticipa il manager – ma guarderà ai 10, costringendoci a uscire dalla nostra zona di comfort. Siamo in piena trasformazione, dalla transizione energetica all’economia circolare ed è il momento di essere ambiziosi”. Ed è anche sulla transizione energetica che si baserà la crescita: “Dobbiamo capire quale tecnologia sia più adatta per una società come A2A. Cominciamo con il dire che al 2030 per il fotovoltaico è prevista una crescita del mercato del 188%, mentre per l’eolico sarà dell’88%. C’è molta concorrenza nel mercato del solare, settore affollato di molti operatori. Penso che – conclude Renato Mazzoncini – sia interessante guardare anche all’eolico, anche off shore, perché ha un maggior contenuto tecnologico e quindi è più adatto a noi, che siamo abituati a gestire grandi centrali elettriche”. Ma l’azienda vuole mettere a disposizione anche la sua competenza in uno dei settori in cui viene considerata leader, ossia lo smaltimento dei rifiuti, nello specifico la gestione dei termovalorizzatori. Lo testimonia la recente joint venture con la francese Suez incentrata sui rifiuti industriali: “La lezione che apprendiamo dai Paesi nordeuropei, i più bravi nella differenziazione dei rifiuti, è che la percentuale di riciclo non potrà mai raggiungere il 100% – ha dichiarato Marco Patuano, Presidente di A2A – Per molti anni la miglior soluzione tecnologica per lo smaltimento della quota residua dei rifiuti non riciclabili consiste nella loro trasformazione in energia mediante impianti di termovalorizzazione di nuova generazione, a bassissimo impatto ambientale e a elevato riutilizzo del calore prodotto. In molte regioni italiane una quota ancora troppo importante di rifiuti finisce in discarica e questo si è il “male assoluto” per il ciclo ambientale. A2a è pronta a fare la sua parte anche in queste regioni, così come abbiamo già fatto proficuamente in Campania, con il sito di Acerra”.

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