Giovanni Lo Storto intervistato da “Fanpage”: “È passata l’epoca della formazione iperspecialistica”

L’incertezza del prossimo futuro sembra non scoraggiare le ragazze e i ragazzi dall’iscriversi all’università. A sottolinearlo Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della Luiss Guido Carli di Roma, che in una intervista rilasciata al portale “Fanpage” si è soffermato su una tendenza interessante e rassicurante: a fronte dell’emergenza sanitaria ed economica, “non emerge un calo della richiesta di formazione superiore e specialistica. La Luiss, infatti, registra un aumento delle richieste di iscrizioni”. Durante la crisi del 2008, al contrario, “avevamo assistito ad una preoccupante tendenza di molti giovani ad abbandonare il proprio percorso di studi”. L’Ateneo intitolato a Guido Carli ha poi voluto investire sulle “menti brillanti” e sui “giovani meritevoli” mettendo a disposizione quasi mille borse di studio. Giovanni Lo Storto prosegue poi nella sua intervista con un consiglio ai giovani: nella scelta formativa, è fondamentale farsi guidare dalla propria passione. Secondo il Direttore Generale della Luiss “è passata l’epoca della formazione iperspecialistica” e nel contesto attuale “è molto più importante saper risolvere un problema con le giuste soft skills acquisite studiando una materia che ci ha appassionato, che conseguire una specializzazione nella quale ci si sentiva di doversi formare solo per trovare lavoro”. In uno scenario mutevole come quello di oggi, una scelta presa solo in base alle tendenze di mercato rischia di essere deludente al termine del percorso di studi cinque o sei anni dopo. Inevitabile una domanda su come il Covid-19 abbia modificato le abitudini di studenti e docenti. Per Giovanni Lo Storto, “l’università è comunità, è condivisione, è fare domande”. Tenendo in considerazione le condizioni imposte dalla pandemia, la Luiss continuerà ad affiancare alla didattica in presenza, tutti gli strumenti digitali sperimentati. L’emergenza ha infatti offerto l’occasione “per innovare il nostro modello formativo con quello che abbiamo definito enquired based, cioè mettere a disposizione dello studente la tecnologia per accelerare certe parti del percorso di apprendimento”. Tutte queste tendenze, accelerate dalla pandemia, sono proprio al centro di un volume, curato da Giovanni Lo Storto con la professoressa Marta Bertolaso, dal titolo “Etica digitale. Verità, responsabilità e fiducia nell’era delle macchine intelligenti”. Un testo per guardare con ottimismo al futuro, nonostante i mutamenti tumultuosi, perché “l’unica vera chiave per approcciare a questa curva del cambiamento e provare a fare in modo che non lasci indietro nessuno, che dia più opportunità per tutti, è quello di surfarla e non di farci travolgere, di governarla. Dobbiamo provare a tirar fuori tutte le opportunità possibili da questo cambiamento così importante senza avere paura del cambiamento”.

Per maggiori informazioni:
https://www.fanpage.it/roma/giovanni-lo-storto-luiss-studiate-per-passione-e-finito-il-tempo-delliperspecializzazione/

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