Un secolo di eccellenza: il Barbaresco del Centenario di Pelissero

In occasione di Vinitaly 2024, l’Azienda Pelissero Pasquale ha introdotto una novità straordinaria: il “Barbaresco del Centenario”. Questo vino, che riflette la raffinatezza del suo creatore, il “contadino gentiluomo” Pasquale Pelissero, celebra un secolo di tradizione vinicola a Neive (Cn), portata avanti oggi da Ornella e Simone Pelissero.

Il 2021 ha segnato un anno memorabile per il Nebbiolo di Langa, con una vendemmia di qualità superlativa. Nonostante un inverno 2020-2021 imprevedibile, caratterizzato da neve abbondante e piogge intense, seguito da una primavera e estate con condizioni climatiche ideali, la natura ha sorpreso tutti. I dubbi pre-raccolto sono stati dissipati dal risultato: una produzione di uva leggermente ridotta, ma di qualità eccezionale. Un dono inaspettato per Ornella e Simone, che hanno visto realizzato il loro sogno di creare un Barbaresco che onorasse il centenario dell’azienda familiare.

La produzione si è concentrata su 8mila bottiglie del Bricco San Giuliano, cuore pulsante dell’azienda e fonte del Barbaresco Riserva Ciabot, e 4mila del Cascina Crosa. Queste preziose bottiglie, contraddistinte da un distintivo speciale, sono state presentate in anteprima a Vinitaly. Ornella ha scelto di maturare il vino in grandi botti di rovere francese da 25-30 ettolitri, evitando l’uso di barrique, dopo aver sperimentato senza successo il passaggio in legno più piccolo.

L’azienda si estende su otto ettari di vigneti, quasi tutti rinnovati da Pasquale negli anni ’90, inclusi i filari del Cru San Giuliano, una delle 66 Menzioni Geografiche Aggiuntive del Barbaresco. Oltre al Barbaresco, vengono prodotti esclusivamente con uve di proprietà: le Doc Langhe Freisa, Nebbiolo, Barbera d’Alba (anche Superiore), Dolcetto d’Alba, Arneis, Favorita e Sauvignon Blanc, quest’ultimo una produzione limitata di soli 600 bottiglie che rappresenta la passione di Ornella. Completano l’offerta un’Alta Langa Docg, un metodo classico Brut e un Nebbiolo Rosato. In totale, l’azienda produce 45mila bottiglie all’anno, di cui il 60% è destinato all’esportazione.

Pasquale era solito dire: “Quando curi bene la tua vigna, in cantina c’è poco da fare”. Scomparso nel 2007, ha lasciato un’eredità di saggezza e dedizione. Ornella, nata nel 1971, l’anno del primo imbottigliamento del Barbaresco Cascina Crosa, ha preso le redini dell’azienda in un momento difficile, subito dopo la scomparsa del padre. Nonostante le scelte passate di Pasquale, che avevano portato Ornella a lasciare la Scuola Enologica di Alba per lavorare nei vigneti, lei ha dimostrato di essere all’altezza della sfida.

Simone, a differenza di sua madre, ha completato gli studi in enologia e ha affinato le sue competenze linguistiche in inglese, sottolineando l’importanza della comunicazione nel mondo del vino. Il nonno non avrebbe forse immaginato questo sviluppo, ma il Langhe Nebbiolo “Simone”, dedicato al nipote, è il simbolo di un sogno che continua a vivere. Mentre il Langhe Nebbiolo “Pasqualin” matura in una grande botte, il “Simone” riposa in una vasca d’acciaio, pronti entrambi a raccontare la storia di una famiglia e di una passione che si rinnova con ogni vendemmia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*