Nicola Orazzini: la politica della casa come forma di welfare

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Nicola Orazzini ripropone il “Piano Fanfani – INA Casa”, attualizzandolo e offrendolo come soluzione per i problemi che affliggono l’Italia dei giorni nostri. Il Piano, ideato dall’allora Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, consisteva in una serie di interventi finalizzati a risolvere la situazione di emergenza in cui versava l’Italia del dopoguerra. Dopo il conflitto mondiale, le problematiche più allarmanti riguardavano la disoccupazione e il fabbisogno di abitazioni da parte dei cittadini. Il settore edilizio poteva rappresentare una risposta concreta alla crisi: Fanfani riteneva utile rivolgere l’attenzione alle costruzioni, ritenendole le più adatte a fungere da volano nel sistema economico italiano. L’edilizia rappresentava il contenitore ideale nel quale inserire la manodopera inoccupata o sotto remunerata. Il piano Fanfani produsse un numero elevato di maestranze impiegate nell’edilizia e nel suo vasto indotto, rese possibile la costruzione di un’elevata quantità di alloggi e, favorendo la ricerca e la sperimentazione sul tema della casa, offrì l’occasione per l’affermazione professionale di un’intera generazione di architetti ed ingegneri, contribuendo a scrivere un’importante pagina della nostra società. Nicola Orazzini sottolinea come il Piano fu un fattore determinante per lanciare l’Italia verso il cosiddetto Miracolo Economico che attraversò il Paese fra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta. La situazione odierna, anche se radicalmente diversa, presenta gli stessi segni evidenti dei problemi che Fanfani intendeva affrontare all’epoca: disoccupazione, esigenza abitativa e profonda disuguaglianza. I provvedimenti del Piano del 1949 contengono misure di grande respiro, visioni per la realizzazione di una società migliore, dove la povertà venga debellata, dove ognuno possa beneficiare di una casa propria e dove ogni lavoratore disponga di salari adeguati per la vivibilità personale e della propria famiglia. Il Piano Fanfani può dunque essere considerato attuale a livello concettuale, coniugando le scelte politiche con le attese del popolo. Nicola Orazzini vede nel Social Housing una risposta concreta alle problematiche sorte dopo l’inizio della crisi del 2008, in questo caso però non si tratterebbe più di costruire nuovi edifici ma di riqualificare il territorio esistente. Oltre alla salvaguardia dell’ambiente, questa soluzione garantirebbe maggiori sicurezze in termini di tempo agli investitori e ai cittadini.

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