Fabrizio Di Amato: “IN-GENIUM 2026”, ingegneria e innovazione secondo lo sguardo di giovani fotografi
MAIRE, fondata e presieduta da Fabrizio Di Amato, ha annunciato i vincitori delle Borse di Residenza Fotografica “IN-GENIUM 20226”, il programma rivolto agli studenti delle Accademie di Belle Arti di Milano, Roma e Catania che pone l’attenzione sulla fotografia contemporanea negli impianti industriali, nei cantieri e nei centri di ricerca del Gruppo. Lo scopo dell’iniziativa è raccontare il dialogo tra arte, ingegneria e trasformazione tecnologica secondo lo sguardo di giovani fotografi.
“IN-GENIUM 2026 nasce dal legame profondo che unisce MAIRE ai territori in cui operiamo, Milano, Roma e Catania, e alle loro Accademie di Belle Arti, luoghi in cui si formano sensibilità e talenti straordinari”, ha sottolineato Fabrizio Di Amato. Gli studenti selezionati sono stati: Alice Muratore dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Cristina Cappello dell’Accademia di Belle Arti di Catania e Mattia Dell’Omo dell’Accademia di Belle Arti di Roma. I loro progetti fotografici avranno un focus sui temi dell’energia, del rapporto tra esseri umani e macchine e delle nuove frontiere dell’innovazione.
I lavori dei tre giovani fotografi saranno successivamente inseriti negli eventi di esposizione e disseminazione di MAIRE, con il fine di creare una narrazione visiva volta a una cultura dell’innovazione responsabile. Aree industriali e tecnologiche diventano spazi per la ricerca artistica, attraverso cui i fotografi possono raccontare il proprio sguardo verso queste tematiche e, allo stesso tempo, il Gruppo può mostrare la propria identità attraverso un punto di vista esterno. “Aprire i nostri impianti e i nostri centri di ricerca allo sguardo di questi giovani artisti — ha aggiunto Fabrizio Di Amato — significa restituire alle comunità una parte di ciò che da esse riceviamo: competenze, energie, futuro”.
Il progetto “Energia e materia”, curato da Alice Muratore, indaga la convergenza tra le trasformazioni della materia di origine industriale e i processi fisici e chimici della fotografia. La ricerca si focalizza sulla resa visiva delle dinamiche energetiche sottostanti, integrando metodologie di sviluppo a basso impatto ambientale. “Paesaggi dell’innovazione” è il progetto di Cristina Cappello, che propone una rilettura concettuale dei siti industriali quali spazi iconografici della transizione energetica. La ricerca coniuga l’analisi topografica degli ambienti con la memoria materiale dei luoghi, introducendo una riflessione critica sul rischio dell’oblio digitale derivante dalla smaterializzazione dei dati e delle immagini. “Gesti e algoritmi: anatomia del sapere industriale” è curato invece da Mattia Dell’Omo, che indaga l’intersezione tra capitale umano e automazione avanzata. La ricerca si focalizza sulla centralità delle competenze tradizionali e della manualità tecnica nel confronto con l’IA, analizzando la trasformazione dei ruoli e delle responsabilità professionali.
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