La Fondazione Don Gnocchi introduce in Italia la biobanca di riabilitazione e biologia del cambiamento
È nata la prima biobanca italiana di riabilitazione e biologia del cambiamento, specificamente dedicata alla raccolta, conservazione e gestione di campioni biologici in ambito riabilitativo. La firma è quella della Fondazione Don Carlo Gnocchi, l’obiettivo invece è comprendere i meccanismi del recupero e migliorare l’efficacia delle terapie.
Seguendo un modello hub & spoke, presso la sede principale dell’Irccs Santa Maria Nascente di Milano avviene lo stoccaggio definitivo e la distribuzione dei campioni di sangue, plasma, siero, Dna e saliva; nelle sedi di Firenze e Roma, vengono effettuati l’arruolamento, la raccolta e la conservazione temporanea. A spiegare il valore del progetto è Maria Cristina Messa, direttrice scientifica della Fondazione Don Gnocchi. “Come per i farmaci, molti pazienti, seppur affetti da patologie simili, rispondono in maniera diversa a una stessa terapia riabilitativa. I meccanismi che sottendono tale diversità sono molteplici, ma possono essere decifrati attraverso la biologia. Poter conservare per l’analisi di questi ‘marcatori di malattia’ i campioni biologici dei pazienti in una banca permette di dare sostanza a studi longitudinali che possono durare anche anni, conservando ciò che il paziente ci ha affidato come un bene prezioso, e permettendo una ricerca adeguata alla complessità del nostro sistema”.
I campioni biologici vengono raccolti in diversi momenti del percorso di cura, così da consentire l’osservazione dei cambiamenti che avvengono nell’organismo durante la guarigione.
Per maggiori informazioni:
https://www.ilsole24ore.com/radiocor/nRC_18.05.2026_11.03_210