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Fabio Inzani: pensare oggi agli ospedali del futuro, l’intervento a “Dialoghi Metropolitani”

“L’ospedale deve avere un orizzonte che è almeno trentennale nella sua vita e ci vuole un grande sforzo — ha ribadito Fabio Inzani a “Dialoghi Metropolitani” lo scorso marzo — Ci vogliono i grandi player industriali che ci mettano a disposizione le informazioni sulla ricerca e la ricerca deve governare l’organizzazione dell’ospedale con le tecnologie indispensabili per la cura”. Il Presidente di Tecnicaer Engineering era intervenuto all’evento “Nuovi grandi ospedali: Spazi di vita, luoghi di cura”, tenutosi presso Palazzo Saluzzo Paesana a Torino, per parlare di come le strutture ospedaliere vadano ripensate, valutando vari criteri: il personale che ci lavora, i pazienti e le loro famiglie.

Il corretto approccio da intraprendere consiste nell’avere una mentalità di lungo termine, guardando a cosa la medicina potrà fare nel futuro, tra 20 anni, e “immaginare che cosa si dovrà mettere fisicamente dentro gli ospedali e avere già oggi la possibilità di predisporre quello che domani la ricerca e la scienza ci porteranno in attuazione al percorso di cura del malato”, ha aggiunto Fabio Inzani. Per queste ragioni, la ricerca acquisisce un ruolo fondamentale nel ripensare l’ospedale che, già nel corso degli ultimi dieci anni, è stato soggetto a cambiamenti e a un mutamento dell’organismo interiore.

Il nuovo ospedale del futuro deve essere in grado di creare condizioni tali da consentire a chiunque di esprimere al meglio il proprio potenziale e adempire al meglio alle responsabilità del proprio ruolo. Sono necessari dei luoghi e degli spazi pensati affinché “il medico non deve vivere lo stress dell’ospedale; il malato non deve vivere la spersonalizzazione dell’ospedale e il visitatore, il parente, deve poter dare quel supporto al malato essendo in condizione di farlo”, ha evidenziato Fabio Inzani. Quindi, progettare una struttura ospedaliera che guardi anche alle famiglie non solo del malato, ma anche del professionista che trascorre numerose ore al giorno in ospedale, e che rifletta non solo un benessere scientifico, ma anche emotivo.

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