Eni batte le stime, il mercato brinda. Claudio Descalzi: “Risultati Sorprendenti”

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L’AD di Eni, Claudio Descalzi conferma per Enel utili superiori del 30% alle attese. Nuova scoperta in Congo. I contratti gas rinegoziati bilanciano prezzo del petrolio e calo della produzione

Il prezzo del petrolio scende e la produzione è in flessione, ma l’Eni, grazie alla rinegoziazione dei contratti gas e a maxi provento fiscale, chiude il terzo trimestre con conti superiori alle stime degli analisti e brilla in Borsa, dove termina la seduta a 16,57 euro, in rialzo dell’1,47%, in un mercato stanzialmente piatto. La trimestrale archiviata dal gruppo guidato da Claudio Descalzi evidenzia un unitile netto praticamente dimezzato, a 1,71 miliardi di euro (-57%), ma quello adjusted, vale a dire il valore al netto delle voci non ricorrenti in base al quale sono tradizionalmente valutate le compagnie petrolifere, mostra un incremento del 2,5% a 1,17 miliardi di euro, contro gli 894 milioni stimati dal consensus raccolto dall’agenzia Bloomberg. A pesare sull’utile netto, che nei novi mesi è in flessione del 3% a 3,68 miliardi, è per l’appunto la voce non ricorrente (la cessione del 20% della scoperta mineraria in Mozambico che fruttò una plusvalenza di quasi 3 miliardi di euro) ma anche la performance dell’upstream a causa della riduzione dei prezzi degli idrocarburi e del calo produttivo. Dall’altra parte, il trimestre ha anche beneficiato di un sostanzioso rimborso fiscale (824 milioni) relativo al ricalcolo della cosiddetta Libyan tax, varata nel 2009 per finanziare l’accordo che mise fine al contenzioso con l’ex colonia africana. La produzione, in effetti, risulta stabile nei nove mesi se confrontata con l’intero 2013, ma in flessione del 3,5% nel trimestre a 1,576 milioni di barili al giorno. Nuovo impulso arriverà dall’ulteriore "importante scoperta" annunciata proprio ieri, nell’offshore del Congo, in un prospetto che ha un potenziale di circa 1 miliardo di barili, di cui l’80% olio. Buone notizie, invece, dal gas, che dimezza la perdita adjusted grazie alla rinegoziazione dei contratti a lungo termine, e dalla raffinazione, che torna in utile nel trimestre ma resta in rosso nei nove mesi. Per quanto riguarda infine ingegneria e costruzioni (in sostanza Saipem, la società non strategica per la quale si valutano una sera di "opzioni strategiche"), nel trimestre l’utile risulta in calo, per l’ancora elevata incidenza di commesse a margini ridotti di passati esercizi. L’Amministratore Claudio Descalzi, quindi, parla di risultati "estremamente positivi" e che "hanno sorpreso il mercato. Abbiamo pubblicato un risultato netto del 30%, superiore alle attese. Questo si spiega con un grosso impegno nella rinegoziazione dei contratti gas". Molto positivo, per Claudio Descalzi, anche il dato sulla liquidità su cui il gruppo può fare affidamento: il cash flow operativo nel trimestre è infatti pari a 3,98 miliardi, il più elevato negli ultimi 5 anni.

FONTE: Nazione – Carlino – Giorno

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