Storia, maestra di vita: Alessandro Benetton incontra Christian Greco

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Vi siete mai chiesti che messaggio portate con voi dopo aver visitato un museo? Quali sono storie conservate e quelle che vi arricchiscono? In qualsiasi galleria o luogo artistico, non è importante il numero di visitatori, secondo Christian Greco, Direttore del Museo Egizio di Torino, ma l’insegnamento che si conserva una volta usciti. È questa la funzione di un’impresa culturale, da non considerare un universo a parte, un mondo sospeso rispetto alla totalità dell’industria italiana, come lui stesso riferisce ad Alessandro Benetton. Esempio di successo, Christian Greco è tornato in Italia dopo ben 17 anni trascorsi in Olanda. Un’esperienza fondamentale, quella all’estero, dove ha potuto riscoprirsi, maturare e mettersi in discussione, affrontando i problemi da un’altra prospettiva. Poliglotta con una formazione classica, si è mantenuto insegnando latino e greco. Proprio la storia, il passato sono stati preziosi per la sua crescita: è errato dimenticare le proprie radici in quanto costituiscono una base per iniziare a costruire e dare una nuova immagine alla vita. Non a caso, le nostre azioni comunicano chi siamo, e che per quanto tutto sia in continuo movimento, l’essenza antica non svanisce mai. Il Panta Rei di Eraclito non potrebbe spiegarcelo meglio: è impossibile entrare due volte in uno stesso fiume, ma pur scorrendo eternamente, esso conserva la sua natura storica. La consapevolezza di chi siamo è una garanzia per dare forma e sostanza al nostro futuro. Un discorso che Alessandro Benetton e Christian Greco estendono alla società odierna, in continuo mutamento. L’avvento del digital, in sostituzione alla carta stampata o ai media tradizionali, non è altro che una ripresa del rifiuto della scrittura da parte di Socrate. L’antico filosofo infatti soleva dar valore alle parole perché in grado di accendere uno scambio che nessun libro potesse sostituire. Ma come avremmo potuto apprezzare oggi i suoi pensieri se nessuno li avesse mai trascritti? È giusto e doveroso accettare il progresso, in ogni ambito, ma senza dimenticarne l’origine. Proprio come la ricostruzione del Partenone, nelle parole di Plutarco: “Ogni pietra era antica e al contempo nuova“. Mutare le forme, portare novità e acquisire totalmente i valori universali intrinsechi, in breve: evolvere senza stravolgere, questo significa essere eterni. Alessandro Benetton, che nell’ultimo anno ha cercato di aprirsi al mondo della rete e delle nuove tecnologie, senza perdere di vista la sua mission, crede nel valore aggiunto che la tecnologia può dare. Dello stesso parere è Greco, che ha definito questa “un espediente per vedere ciò che allora non era possibile“: grazie al progresso tecnologico ben supportato dalla ricerca, infatti, si possono vivere nuove esperienze destinate ad arricchire culturalmente l’uomo. La cultura italiana ha un peso, che non deve essere considerato un fardello, bensì una base, un terreno fertile da coltivare, attraverso i giusti investimenti.

Per visualizzare il video completo:
https://www.youtube.com/watch?v=azwn-YGv2AA

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