Lucio Fontana illuminerà il Guggenheim di Bilbao

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“Vogliamo che il quadro esca dalla cornice e la scultura dalla sua campana di vetro. Un’espressione d’arte aerea di un minuto è come se durasse un millennio, nell’eternità. A tal fine, con le risorse della tecnica moderna, faremo apparire nel cielo: forme artificiali, arcobaleni di meraviglia, scritte luminose”, è quanto stabilito dal secondo manifesto dello Spazialismo del 1948. 

Le parole del Manifesto descrivono perfettamente l’opera di Lucio Fontana, il neon creato per la IX Triennale di Milano del 1951, che sarà esposta nell’atrio del Guggenheim di Bilbao, il museo di arte contemporanea dal design innovativo. L’artista italoargentino (Argentina 1899 – Italia 1968), noto per i suoi “tagli” che rivoluzionarono l’arte contemporanea, nel 1946 è stato il padre della tendenza artistica conosciuta come Spazialismo, che permise agli artisti di allargare il campo dell’arte con l’utilizzo di nuove tecniche e forme espressive.  

Grazie all’importante collaborazione tra la Fondazione Lucio Fontana e il Museo Guggenheim di Bilbao, il sinuoso neon firmato dall’artista spazialista si fonderà, per i prossimi tre anni, con le forme particolari dell’architettura dell’edificio progettato dall’architetto Frank O. Gehry. La scia luminosa avvolta su se stessa sarà sospesa nell’aria e sarà uno dei protagonisti dell’atrio, il cuore pulsante del museo. L’atrio è descritto come “un grande spazio diafano con volumi curvi che connettono l’interno e l’esterno dell’edificio attraverso le grandi facciate in vetro e un grande lucernaio zenitale”. 

Nel 2019 l’opera, a metà tra scultura e oggetto di design, realizzata da Fontana, ha fatto parte dell’esposizione Lucio Fontana. En el umbral e nei prossimi tre anni, con i suoi 100 metri di tubi al neon, si unirà perfettamente al contesto dell’edificio di Bilbao. 

“Il neon creato per la IX Triennale di Milano del 1951 può essere senz’altro considerato una delle opere più rappresentative e iconiche di Lucio Fontana, esempio assoluto della sua dirompente creatività”, ha affermato Paolo Laurini, il presidente della Fondazione Lucio Fontana. “L’artista ha sempre avuto un rapporto speciale con gli architetti, che sentiva particolarmente vicini alla sua sensibilità spaziale. La grande naturalezza con cui l’installazione di Bilbao dialoga con l’affascinante struttura dell’architetto Gehry — offrendo visioni e prospettive suggestive ed inedite  ci fa pensare a un’ideale continuazione di questo rapporto”, ha poi concluso.  

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