Perché si regala la mimosa alla Festa della Donna?

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L’8 marzo, in tutto il mondo, si celebrano le donne, in quella che è conosciuta come la Giornata Internazionale dei diritti della donna. Viene organizzata per la prima volta nel 1909 dal Partito Socialista d’America a New York, è però nel 1922 che fa la sua prima comparsa in Italia, per poi essere ufficializzata nel 1977 direttamente dalle Nazioni Unite che la riconoscono come celebrazione mondiale. Questa ricorrenza si accompagna da tempo alla tradizione popolare di regalare un mazzo di mimose alle donne della nostra vita. Ma perché proprio la mimosa è diventata il fiore simbolo della Festa della Donna?

Partiamo col dire che si tratta di un’usanza nata e portata avanti soprattutto in Italia. Sebbene la mimosa venga associata un po’ ovunque alla Giornata dedicata alle donne, in molti paesi sono altri i fiori che vengono regalati. In Russia, ad esempio, si prediligono le rose. In Francia, invece, sono le violette e i mughetti i fiori maggiormente utilizzati in questo giorno.

La mimosa, in realtà, è una pianta che ha origine nel continente australiano, nello specifico in Tasmania. Essendo molto apprezzata per i suoi fiori gialli e delicati, e il suo profumo dolce e intenso, è stata esportata in Europa nel XIX secolo, dove si è poi diffusa con facilità. In Italia, la pianta di mimosa prospera soprattutto in Sicilia, in Toscana, in Liguria e, in genere, in tutto il sud Italia. 

L’associazione tra la mimosa e la Festa della Donna sembra essere avvenuta nel 1946, quando alcune attiviste politiche, che combattevano per la parità di genere, lo suggerirono come fiore da offrire in segno di rispetto alle donne. Le attiviste in questione erano Teresa Mattei e Rita Montagnana, entrambe appartenenti all’associazione femminista di impronta politica Unione Donne Italiane (UDI). La prima era una delle più giovani componenti dell’Assemblea Costituente ed ex partigiana, la seconda aveva preso parte all’occupazione delle fabbriche nel 1919 e, insieme a suo fratello, fondò il Partito Comunista Italiano. 

La vicenda che le vide protagoniste ebbe luogo nello stesso anno in cui le donne italiane ottennero il diritto al voto. L’allora segretario del Partito Comunista Italiano, Luigi Longo, chiese loro quale fosse il fiore più indicato per onorare le donne e i loro diritti. Le attiviste allora indicarono la mimosa, da un lato perché facilmente reperibile nel mese di marzo e, dall’altro, in quanto fiore delicato ma al contempo resistente e tenace, proprio come le donne. Ed è così, quindi, che la mimosa è diventata, a partire dal dopoguerra, il fiore rappresentativo della Giornata Internazionale dei diritti della donna.

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