Alessandro Benetton: l’esperienza in Formula 1

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Per molti appassionati della massima categoria automobilistica il periodo compreso tra gli anni ’80 e ’90 è stato uno dei momenti più alti nella storia di questo sport. Decadi contraddistinte dallo scontro tra il rimpianto Ayrton Senna e Prost, dal talento di Mansell e il successivo esordio del futuro campione Michael Schumacher. Un’epoca entrata nella leggenda e caratterizzata dall’ingresso di una scuderia che è stata capace, in poco tempo, di arrivare al successo e battere avversari ben più blasonati. Stiamo parlando del team Benetton, guidato a partire dal 1988 da Alessandro Benetton, fresco allora degli studi ad Harvard. Un’avventura cominciata in realtà per volontà del padre Luciano alcuni anni prima come sponsor e proseguita con l’acquisizione da parte dell’azienda di famiglia del team Toleman, allora in condizioni di dissesto finanziario. Ribattezzata “Benetton Formula” e potenziata grazie alla sostituzione dei motori Hart con i Turbo Bmw, la scuderia ha saputo distinguersi nel giro di poco tempo. Quando Alessandro Benetton fa capolino nello sfavillante mondo del circus, il mondiale è dominato dalle imbattibili McLaren-Honda di Prost e Senna. Arrivare sul podio è quasi una vittoria, e Benetton Formula riesce a piazzare le sue vetture tra le prime tre posizioni in diverse occasioni, confermando di essere tra gli avversari più forti da battere e imprimendo a questo mondo una ventata di innovazione. Grazie all’apporto di Flavio Briatore, arrivato nel 1989, e ai motori Renault, la scuderia presieduta dal manager trevigiano avvia un percorso di sviluppo che la porterà nel biennio 1994-1995 a conquistare due titoli mondiali piloti e uno costruttori insieme al giovane pilota tedesco Michael Schumacher. Nel 1998 Alessandro Benetton lascia le redini di Benetton Formula per dedicarsi alla sua società di Private Equity 21 Investimenti, fondata nel 1992. Ceduto, nel 2001, il controllo della scuderia alla casa automobilistica francese, l’esperienza dell’azienda trevigiana in Formula Uno si conclude definitivamente, così come spiegato dal manager in un’intervista del Corriere dello Sport: “La F1 è un capitolo assolutamente chiuso per la Benetton e irripetibile, è stato bello però vincere in un tempo in cui si poteva essere competitivi anche senza essere costruttori di vetture“.

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