Auro Palomba: “Le Generali scuotono la Borsa”

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L’effetto Generali ha scosso la Borsa. Una settimana che sembrava ben impostata è stata bloccata nelle ultime due settimane dalla repentina discesa del titolo del Leone di Trieste, incappatone! Rigori dell’Antitrust. Dopo la decisione da parte di quest’ultimo di demandare alla Cee la decisione sull’aumento di capitale delle Generali, che è in corso, in Borsa hanno pensato di intravvedere segnali negativi e sono cominciate le vendi-le sul titolo, che ha così chiuso l’ottava in calo del 4,33%. La discesa delle Generali, che “pesano” fortemente nel listino, ha provocato anche la lieve flessione dell’indice Mib, che ha terminato la setti-mana a 1.041 punti, sotto dello 0,29% rispetto a lunedì. Si assottiglia ulteriormente il margine dal principio dell’anno: in nove mesi la nostra Borsa ha guadagnato in media il 4,1%. Bisogna dire che il mercato non aveva certo bisogno di ulteriori notizie negative, soprattutto sul suo titolo principale. La Borsa era già impostala in modo debole, e il doppio rialzo di metà settimana non aveva illuso molti operatori. Ma la motivazione con cui l’Antitrust ha coinvolto la Cee nel giudizio sull’aumento di capitale Generali, ovvero la possibilità che questo porti a una “concentrazione” di potere in mano a Mediobanca fa pensare che la battaglia non finisca qui. Dopo l’audizione parlamentare del Governatore della Banca, Carlo Azeglio Ciampi, che ha difeso strenuamente la bontà tecnica e “filosofica” della ricapitalizzazione avviata dall’assicurazione triestina, si pensava ormai che tutti gli ostacoli fossero superati, e questo supplemento di indagini ha tutta l’aria di essere l’ennesimo capitolo della lotta fra la finanza laica (appunto quella di Mediobanca e Generali) e quella cattolica. Nell’attesa che questo problema si risolva, in Borsa vedono nero. Nell’ultima settimana le uniche note liete sono state portate dai titoli della scuderia De Benedetti: le Olivetti hanno segnato un +8,45%, e le Cir un + 6,55%. Gli acquisti sui titoli dell’Ingegnere sono cominciati martedì, e da molti sono stati definiti ricoperture su valori molto depressi. Bene anche le Sim, che hanno registrato un +4,67%, le Gemina (+3,2%) e le Credit (+2,45%). Stabili le Ferruzzi Finanziaria (+0,46%) e deboli Fiat (-0,57%) e Montedison (-2,19%). Neanche le nuove normative di Borsa, introdotte all’improvviso giovedì scorso, riescono a far sorridere gli operatori. Tutti considerano passi avanti l’introduzione della liquidazione per contanti, che bloccherà la pressione speculativa, e l’iscrizione obbligatoria alla Montetitoli. Ma, per quanto riguarda il primo provvedi-mento, pochi si riescono a spiegare il perché della posticipazione dell’entrata in vigore del pagamento entro tre giorni dalle operazioni, una misura che servirebbe già al mercato e che invece bisognerà attendere fino al ’93; Dall’altro l’obbligatorietà dell’iscrizione alla Montetitoli sancisce per legge una situazione che già esiste da tempo de facto. Cosi i malumori non si placano, e la settimana entrante si preannuncia difficile per il mercato. Fra martedì e mercoledì si deciderà la possibilità di un nuovo sciopero degli operatori di Borsa. Per martedì è stata convocata un’assemblea dei procuratori milanesi, mentre mercoledì riprenderà la seduta del Consiglio nazionale, interrotta venerdì notte a tarda ora con Un nulla di fatto. In questi giorni si attendono sviluppi che potrebbero essere anche “clamorosi”, a quanto dichiara il presidente dell’Anpac Tito Rainis. Ma c’è una profonda spaccatura in seno al comitato. I rappresentanti di Milano, 5 su 14 (più Rainis) sono sul piede di l’operato del consiglio nazionale, che avrebbe una posizione troppo “morbida” nei confronti degli agenti di cambio. Rainis si è quindi dimesso dal comitato milanese.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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