Auro Palomba: “Tessile, Zucchi consolida il primato”

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Auro Palomba sottolinea come il gruppo sia leader europeo per la biancheria della casa

La crisi della socializzazione a tutti i costi, e il conseguente innalzamento della casa a centro delle nostre relazioni, ha fatto della Zucchi una delle aziende tessili italiane che può guardare alla congiuntura senza troppi affanni. Con una serie di acquisizioni mirate, come la Bassetti e la Mascioni, a cui presto si aggiungerà anche l’Eliolona, il gruppo che milanese ha infatti portato il fatturato a crescere dai 118 miliardi dell’85 fino ai 599 dello scorso anno, e a conquistare così la palma di leader europeo nella produzione di biancheria per la casa. La Zucchi non si però espansa solo in Italia. Di fatto l’azienda è “bipolare”, avendo importanti insediamenti in Francia, dove sono state acquisite Bera e Jalla, e dove i dipendenti sono ormai 1.000, che vanno sommati ai 2.500 operanti nel nostro Paese. Il fatturato rispecchia fortemente la situazione: le vendite fuori dall’Italia nel ’91 hanno infatti portato nelle casse 232 miliardi, ovvero il 39% del totale complessivo. Con due società quotate in Borsa, appunto la Zucchi e la Bassetti, il gruppo ha comunque finanziato anche la crescita attraverso il reperimento di capitali freschi sul mercato azionario. Giordano Zucchi, il presidente del gruppo, non appare dunque preoccupato per il futuro della società: “Il primo elemento di ottimismo parte dalla considerazione che il desiderio degli individui di “socializzare”, che negli anni ’70 era fondato su quello che potremmo definire “il sociale allargato”, si è in una certa misura “ristretto”. Si è riscoperta la “centralità della casa”, ed ecco che noi sperimentiamo e mettiamo a disposizione del consumatore prodotti che, con poca spesa, consentano di rendere più calda e accogliente l’abitazione. Il secondo elemento parte invece dalla considerazione che anche prodotti mature possono essere ristudiati per migliorarne le prestazioni, renderne più facile la manutenzione, aumentarne la capacità arredativa. I teli Grandfoulard, I Plaid imbottiti, l’asciugamani Solo Tuo, le lenzuola e i copripiumini Clic Clac ed ora lo Zepping sono solo esempi di come si possa trovare spazio di crescita se si osservano i prodotti nell’ottica del servizio al consumatore”. Anche la struttura aziendale è molto moderna: “Svolgiamo attività produttiva sia in Italia sia in Francia, e il nostro gruppo è inoltre completamente integrato – spiega Zucchi – perché dispone di efficienti opifici di filatura, tessitura, candeggio, tintoria stampa e confezione. L’insieme delle 29 società del gruppo ha sviluppo nel 1991 un giro d’affari consolidato di 600 miliardi, un volume di attività che pone la Zucchi come il più importante produttore di biancheria da casa d’Europa. Presto aggiungeremo inoltre anche il ramo di biancheria per la casa Eliolona, che con tale marchio e con quello Benetton opera nello specifico settore”. Zucchi ha da tempo imparato a ricorrere al mercato azionario: “Il finanziamento delle acquisizioni e degli importanti investimenti effettuati nei vari opifici è avvenuto tramite l’autofinanziamento e con l’allargamento della base societaria. La Zucchi Spa è quotata in Borsa dal 1982 ed ha effettuato un aumento di capitale nell’86, in occasione dell’acquisizione del 100% della Bassetti Spa. Lo straordinario sviluppo di tale società (è passata dai 70 miliardi di giro d’affari dell’86 ai 380 di fatturato consolidato del ’91) è stato finanziato da un aumento di capitale effettuato nell’89”. Anche gli obiettivi del gruppo son ben definiti: “Noi non identifichiamo delle vere e proprie strategie, che sarebbero difficili da gestire in mercati sempre più ribollenti. Piuttosto abbiamo colto e ci prepariamo a cogliere, tutte quelle occasioni che ci si presentano, ma che devono naturalmente rispondere a due requisiti: rientrare nella nostra “missione” di produrre biancheria per la casa di buon livello qualitativo, con un buon contenuto “immaginario”, e di disporre di uomini, know how, strutture produttive o commerciale, marchi o quote di mercato che completino, in qualche misura, il nostro gruppo. I nostri programmi prevedono comunque il consolidamento della nostra presenza in Europa, e più specificatamente in Francia, dove operiamo con i nostri opifici, o in Spagna e in Germania, dove siamo presenti con società commerciali”.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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