Università, Giovanni Lo Storto: “Orientarsi per conoscere tutte le possibilità esistenti”

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I consigli di Giovanni Lo Storto, Direttore Luiss, per orientarsi al meglio nella scelta dell’università

Si attesta al 42 per cento la quota dei ragazzi che. al primo anno di università, si dichiara già pentita della scelta fatta. Un sentimento che spesso induce lo studente a ripiegare su sé stesso, a mettere in forse le proprie capacità, a sentirsi ‘sconfitto’. Semplicemente, non era consapevole, al momento della scelta dell’Università. delle sue inclinazioni e propensioni. Non era orientato nella giusta direzione. Allo stesso modo, ogni anno, conclusi gli esami di Maturità, si apre per molti ragazzi quello che ha tutta l’aria di essere un ‘toto-facoltà’ le cui conseguenze, in caso di ‘errore’. possono manifestarsi in modi diversi, dall’abbandono degli studi al ‘parcheggiarsi’ in Ateneo. A effetto domino, difficoltà e ritardi nell’immissione del mondo del lavoro con danni individuali ma anche collettivi. L’alternativa è quella di compiere una scelta consapevole e matura: il domani si costruisce attraverso le decisioni di oggi, il domani sono i giovani. Ne abbiamo parlato con Giovanni Lo Storto (direttore generale della Luiss (Libera università internazionale degli Studi sociali ‘Guido Carli’). Università da sempre attenta e impegnata nell’orientamento dei ragazzi.

Direttore, nonostante tanti studi e ricerche, l’importanza dell’orienta-mento è spesso sottovalutata, sia in relazione al singolo studente che, su più vasta scala, a livello socio-economico.

Giovanni Lo Storto: “Purtroppo è così. E sono i numeri a dare la misura di quanto, soprattutto in Italia, bisognerebbe investire in formazione, orientamento e consapevolezza. Un dato per tutti: tra gli obiettivi di Europa 2020 c e quello di avere nella fascia d’età 25-34 anni il 40 per cento di persone laureate. Ad oggi, in Italia, siamo fermi al 23 per cento a fronte di dati di altri Paesi europei, Francia e Germania ad esempio, in cui si arriva anche al 50 per cento”.

In che misura un tale trend si ripercuote sul tessuto economico?

Giovanni Lo Storto: “Penso a regioni come la Campania e la Puglia che fanno registrare tassi elevati di abbandono scolastico. Se avessimo, in queste due regioni, quel 40 per cento di laureati tra i 25 e i 34 anni, il reddito medio pro capite sarebbe più elevato: sarebbero maggiori le possibilità di trovare lavoro e i tassi di occupazione in generale, i territori ne guadagnerebbero in ricchezza materiale e in qualità della vita. Al Sud non si vivono, oggi, situazioni di prosperità anche perché uno studente su 5 abbandona l’università dopo il primo anno. Credo che se il momento della scelta del dopo-liceo fosse affrontato con più consapevolezza, tante dinamiche avrebbero sviluppi diversi”.

Ritiene che per la scelta dell’università ci si debba basare sulle proprie inclinazioni e attitudini o che sia più ‘saggio’ scegliere la strada da percorrere sulla base delle dinamiche del mercato del lavoro e delle possibilità di trovare un impiego?

Giovanni Lo Storto: “È indispensabile, oltre che intelligente anche in senso prospettico, seguire le proprie attitudini. Non solo in vista dell’obiettivo della laurea: secondo recenti studi, il 65 per cento dei giovanissimi che intraprende, oggi, il percorso scolastico, farà un lavoro che deve ancora essere inventato. In altre parole: ciò che è fondamentale nella crescita di ciascuno è capire quello che piace davvero”.

La Luiss organizza per i ragazzi iscritti al terzo e quarto anno delle scuole superiori esperienze estive di formazione e orientamento Come si strutturano e a cosa sono finalizzati tali progetti?

Giovanna Lo Storto: “La Summer school e la Digital school rappresentano la strumentazione più avanzata per scegliere l’università. Per prima cosa, bisogna lavorare sui tempi: l’orientamento comincia prima del quinto anno di liceo; lo studente ha bisogno di guardarsi intorno, di conoscere e scoprire per poi maturare, consapevolmente, una scelta. Tale formazione deve avvenire in senso orizzontale: i giovani devono avere la possibilità di una finestra che, aprendosi, contempli tutto il panorama delle strade percorribili”.

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