Le Macchine Volanti: Giovanni Ziccardi individua le strategie per combattere l’odio online

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Che cosa si intende per odio online? Giovanni Ziccardi, Professore di Informatica Giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, approfondisce tale aspetto in un articolo pubblicato su Le Macchine Volanti, portale dedicato a tecnologia e innovazione che ospita prestigiose firme quali quelle di Giuseppe Recchi, Luca Castelli e Domenico De Masi (per citarne solo alcune). Partendo dal concetto di odio tradizionale, Ziccardi delinea una tripartizione generata dall’era moderna: le espressioni in senso stretto (razziali, politiche, religiose e omofobiche), quelle «interpersonali» e quelle dettate dalla propaganda terroristica. La prima tipologia, eredità della Seconda Guerra Mondiale, ha generato un diverso modo di approcciare il problema tra Europa e Stati Uniti. Laddove gli europei sono sempre stati sostenitori della totale censura di espressioni d’odio politico, razziale e religioso, per timore di un ritorno agli anni bui, gli americani hanno invece visto nel divieto della libertà di parola un modus operandi ancora più pericoloso. Questa differenza ha influito inevitabilmente anche sulla gestione dell’odio online, creando una contrapposizione tra piattaforme statunitensi, senza policy di controllo e quindi più soggette ad espressioni ingiuriose, e quelle europee, più attente sotto questo punto di vista. In realtà, gli Stati Uniti stanno virando verso un’attenzione maggiore nei confronti del problema e, di conseguenza, stanno adottando un approccio più europeo, tenendo in particolare considerazione proprio le espressioni di ingiuria razziale, politica e religiosa. La seconda tipologia di odio, quella intepersonale, presenta come forme di maggior diffusione il cyberbullismo e il cyberstalking. Infine, Ziccardi si sofferma marginalmente anche sul terzo tipo, quello della propaganda terroristica, accennando alle mutazioni avvenute con l’uso delle nuove tecnologie ma senza entrare nel merito.
Tornando alle prime due tipologie, emergono due aspetti correlati all’utilizzo del web: la capacità di amplificazione e la persistenza. La rete, infatti, riesce ad aumentare la diffusione, la visibilità e la potenza delle espressioni di odio, a creare una vera e propria cassa di risonanza. A tale elemento è connesso quello della persistenza: una volta che un qualcosa viene immesso nel web vi rimane per mesi e potrebbe persino riapparire dopo un momento di quiescenza. Va da sé che tutto questo rappresenta un grande pericolo e occorrerebbe prodigarsi nell’insegnamento di una corretta educazione, soprattutto verso i giovani che si trovano a utilizzare per la prima volta smartphone o tablet. Ziccardi, riallacciandosi all’elemento educativo, sottolinea invece come le istituzioni che dovrebbero essere preposte alla cura di tale aspetto siano in realtà le prime responsabili dell’istituzionalizzazione dell’odio, in quanto ottima valuta per attirare consensi o profitto.

Fonte: http://www.lemacchinevolanti.it/2016/06/combattere-lodio-online/ 

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