Auro Palomba: “Neanche Amato sveglia la Borsa”

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Giuliano Amato non ha fatto il miracolo: la Borsa nella settimana in cui il presidente incaricato si è dato da fare per ormare il governo ha stabilito tre minimi consecutivi scivolando fino ai 909 punti con cui il Mib ha chiuso l’ottava. La Borsa cede dunque il 9,1% dall’inizio dell’anno, è con questo dato si chiude in pratica il primo semestre solare per Piazza Affari. Il residente degli agenti di cambio Attilio Ventura imputa la nuova flessione lite vendite dall’estero, causate dalla delusione degli investitori stranieri allssenza di un programma di governo serio e definito a tre mesi dalle elezioni. Ma neanche la notizia giunta nella tarda mattinala di venerdì dell’appoggio esterno dei repubblicani ha dato fiato ai compratori. La fiammata di acquisti si è infatti esaurita in pochissimi minuti.

Nell’ennesima settimana nera si sono distinti solo pochi titoli industriali, in particolare Fiat e i valori del gruppo De Benedetti. Per la holding degli Agnelli monta infatti l’attesa verso l’assemblea di martedì prossimo, che potrebbe portare, almeno nelle attese di Piazza Affari, un nuovo buy-back, e quindi invogliare i risparmiatori a comprare azioni della società torinese, che comunque nelle ultime settimane ha già recuperato circa un 10% sulle quotazioni precedenti. Per l’Olivetti in Borsa avevano invece annusato l’aria e il titolo è salito del 4,2% prima di essere sospeso venerdì mattina su richiesta dello stesso De Benedetti, insieme a Cir e Cofide. Molto interesse c’è dunque ora per vedere come la Borsa reagirà alla notizia dell’accordo con la Dec, che prevede l’ingresso degli americani nel capitale del gruppo di Ivrea con una quota del 10%, anche se i primi commenti di venerdì mattina erano un po’ stizziti per l’assenza di un’offerta pubblica d’acquisto, e neanche l”1,89% di Olivetti che Digital dovrà comprare sul mercato sembrano essere sufficienti ad entusiasmare: il parterre. Questo per due ordini di motivi: il primo è l’ampio lasso di tempo a disposizione per acquistare una quota tutto sommato modesta (un anno). Il secondo, forse più perfido, è che alcuni sostengono che Dec potrebbe avere già operato parte degli acquisti nella Borsa fiacca degli ultimi mesi. Riguardo la ripresa dei titoli prima che venisse comunicata la notizia, più di un operatore si è lasciato andare a accuse di insider Trading. Spetterà ora alla Consob vedere se ci sono gli estremi per un’indagine.

È però probabile che il cammino dei titoli del gruppo De Benedetti, forse più Cir che Olivetti, sarà facilitato dalla nuova operazione. Nella finanziaria del gruppo entrano infatti capitali freschi, e l’Ingegnere può recuperare in parte, anche se ne esce in perdita, quanto aveva speso per riacquistare le azioni Olivetti dall’Att tre anni fa (pagate 11.300 lire l’una). Ma la valutazione data dalla Dec all’Olivetti (8.500 lire per azione) è pari a quasi tre volte l’attuale prezzo di Borsa, e questo dovrebbe spingere in alto anche il titolo del gruppo informatico. Senza, tenere conto che un De Benedetti di nuovo liquido potrà tornare ad essere per Piazza Affari quello che era stato prima dell’operazione Sgb, ovvero l’indicatore della tendenza del mercato.

Ma che la Borsa prima o poi si debba riprendere, nonostante l’Orso continuo, è convinzione di tutti gli analisti. Dai risultati semestrali che vengono di volta in volta comunicati alle assemblee delle società, si può infatti dedurre che in media il ’92 sarà migliore dall’anno precedente. È dunque probabile che gli stessi gruppi che si sono impegnati a mantenere il dividendo quest’anno (ad esempio Ferruzzi e Benetton) l’anno prossimo continueranno nella strategia di impegno a favore degli azionisti, mentre quelli che l’hanno abbassato o eliminato torneranno a remunerare i propri titoli. Di fronte a quotazioni così basse, quando finalmente avremo un governo con attenzione ai problemi economici, i prezzi non potranno che salire. E in questa fase anche gli investitori esteri torneranno a scommettere su Piazza Affari. Questa sembra essere, almeno, l’opinione prevalente fra gli analisti di Borsa, che solo in un particolare, però, non concordano: sul quando tutto questo avverrà.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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