Auro Palomba: “Parte bene ’92 della Ferfin”

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La Ferruzzi si attende un dolce ’92. Grazie soprattutto all’Eridania, sempre più fonte di redditività per il gruppo, ma anche all’energia e al farmaceutico, il margine operativo lordo è infatti aumentato del 7,5% nel primo trimestre dell’anno, ma, secondo l’ammini­stratore delegato Giuseppe Garofano, questo progresso sottostima le reali possibilità per la gestione in corso: «Per la fine di quest’anno, ha dichiarato durante l’assemblea che si è tenuta ieri a Ravenna, contiamo di mettere a segno un incremento del margine operativo lordo tra il 15 e il 20%». E il rapporto fra indebitamento e patrimonio, attualmente pari a 0,88, entro dicembre dovrebbe ridursi a 0,5.

È la prima volta da presidente per Arturo Ferruzzi. Prende la parola all’inizio della riunione per raccontare agli azionisti cosa è successo da un anno a questa parte, dopo le note vicende che hanno portato all’uscita dal gruppo di Raul Cardini e all’assunzione da parte sua della guida della società: «Per noi questi 11/12 mesi sono stati impegnativi e stimolanti, ha spiegato Arturo, abbiamo deciso dì metterci direttamente in prima linea. Ci siamo trovati ad affrontare periodi di grandi cambiamenti per me, per tutti noi Ferruzzi, rilevanti sul piano personale. Di cambiamenti anche per il nostro gruppo, per fattori esterni e per ragioni di riequilibrio interno».

E poi, riprendendo la linea tracciata anche da Carlo Sama durante l’assemblea Montedison: «Ci stiamo impegnando per fare la nostra parte di imprenditori aperti al rischio di impresa ma non all’avventura, consci della necessità dì dover assolvere come famiglia, ognuno con le sue caratteristiche, al diritto /dovere di indicare con chiarezza le strategie della Ferruzzi e di renderla più solida. Affinché il gruppo possa affrontare, con pienezza di ruolo e con le adeguale dotazioni, il difficile periodo degli anni ’90 che ci sta di fronte». E il rinnovamento al vertice della holding è stato ultimato ieri con la nomina di Vittorio Giuliani Ricci alla vicepresidenza della Ferfin, decisa dal consiglio susseguente l’assemblea. Così i tre azionisti principali del gruppo, gli eredi di Serafino Ferruzzi, sono ugualmente rappresentati: con Arturo alla presidenza si hanno ora Carlo Sama, marito di Alessandra e appunto Giuliani Ricci, marito di Franca, vicepresidenti. Giuseppe Garofano mantiene invece la doppia carica di vicepresidente e amministratore delegato. «Il principale investimento della Ferruzzi, ha proseguito il presidente, è la Montedison; la nostra vocazione è l’industria. Ci sentiamo imprenditori e crediamo nel grande motore delle attività produttive correttamente collocate vicino ai mercati, nel valore delle tecnologie, nella dimensione internazionale come fattore chiave di successo. Nel campo industriale non possiamo fare tutto. Dobbiamo fare delle scelte: l’energia, l’agroindustria e la chimica, associandoci con altri per valorizzare il nostro potenziale tecnologico e per acquisire la dimensione critica dei nostri principali concorrenti. La nostra squadra di manager è buonissima. Dedicheremo quest’anno e il prossimo a togliere ciò che è superfluo, a ridurre drasticamente il nostro indebitamento, ad eliminare costi e strutture ormai non più utili».

A chi discute l’importanza della Fondiaria per i l gruppo, Ferruzzi ha poi ribadito che «gli investimenti assicurativi rendono solido il nostro attivo e lo diversificano sia a fini anticiclici che di protezione dell’erosione inflattiva». Nella conferenza stampa filiale Giuseppe Garofano ha infine confermato che per ridurre l’indebitamento ci saranno delle cessioni entro la fine dell’anno, e che per quanto riguarda la chimica si pensa a joint venture per molte società. «Le nostre alle alleanze, ha precisato Sama, servono però ad accrescere le nostre quote di mercato, per competere con gli altri gruppi chimici che spesso hanno dimensioni dieci volte superiori alle nostre». Tornando ai dati relativi al primo trimestre, Garofano ha spiegato che l’utile operativo netto è salito del 7,1% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso, che i ricavi vendite sono saliti del 5% a 4.420 miliardi, il mol, salito del 7,5% passa a 485 miliardi, e la percentuale dì quest’ultimo sui ricavi vendite cresce dal 10,7% all’ 11%.

FONTE: Il Messaggero
AUTORE: Auro Palomba

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