Joel Mokyr su Macchine volanti, il portale di Telecom Italia: “La tecnologia? La nostra migliore speranza”

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La tecnologia non è il nostro nemico. E’ la nostra migliore speranza“. A trarre questa conclusione l’economista israelo-americano Joel Mokyr, professore di Economia e Storia alla Northwestern University, nel recente articolo scritto per il portale Macchine Volanti, web magazine di Telecom Italia che ha ospitato, tra gli altri, un contributo del Presidente Esecutivo Giuseppe Recchi. Partendo da una ricostruzione storica ricca di esempi, Mokyr ripercorre il rapporto tra scienza e tecnologia, che dalla metà del diciottesimo secolo è diventato a fasi alterne sempre più reciproco, determinando un sensibile incremento della percezione che l’uomo ha del mondo e dei suoi fenomeni, oltre a straordinari miglioramenti nelle condizioni di vita di tutti i giorni. Ma dopo la terza rivoluzione industriale, quella di internet, delle reti interconnesse, dei big data e dei servizi digitali, dove va il progresso tecnologico, e con quali conseguenze per l’umanità? L’economia, ora in costante timore di recessione, appare purtroppo mal parametrata al presente. Gli strumenti, come ad esempio il PIL, con cui la scienza economica si pone di commisurare la ricchezza, la produzione, il benessere sembrano ad oggi sempre più vecchi e parzialmente inadeguati: pensati per raffrontare materie prime come acciaio e grano, non tengono conto di vantaggi e svantaggi che servizi digitali e innovazioni tecnologiche recano agli utenti. E, soprattutto, sugli aspetti negativi, l’autore compie un’interessante riflessione. Mokyr si chiede se, giunti in un momento di generale prosperità tecnologica, ci si debba fermare allontanando l’imperativo della crescita costante per dedicarsi ad una messa in equilibrio delle scompensazioni presenti nel mondo. D’altronde, molte scoperte tecnologiche e scientifiche hanno portato con loro un carico indesiderato di effetti collaterali dannosi e pericolosi: per la salute, ad esempio, se pensiamo all’inquinamento provocato dai processi di approvvigionamento energetico o dalla circolazione di trasporto; per la concezione di tempo e accesso paritario a certe condizioni di vita, essendo costantemente oppressi da ritmi di lavoro, scadenze, distanze. Eppure proprio il progresso tecnologico è la soluzione a queste criticità. “Il progresso non è solo distruttivo: è anche disordinato” afferma l’economista “e se ogni possibile risvolto di una nuova tecnologia fosse noto sin da principio, essa non sarebbe davvero una innovazione”. Poi continua: “Per fronteggiare tali problemi, non abbiamo bisogno di meno, bensì di più innovazione”, facendo l’esempio dei medicinali, che pur avendo effetti collaterali vengono assunti e posti sotto ricerca costante per migliorarne gli aspetti negativi. Anche sistemare i problemi causati dalle innovazioni precedenti, quindi, si prefigura come il vento-in-poppa tecnologico in grado di stimolare la crescita, in modo saggio e sempre più illuminato.

Fonte: http://www.lemacchinevolanti.it/2015/11/la-tecnologia-non-e-il-nostro-nemico/

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