Giovanni Mottura: infiltrazione mafiosa nelle imprese, il nuovo testo edito da Giuffrè

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È uscito lo scorso 30 settembre, all’interno della collana “Teoria e pratica del diritto. Penale e processo” di Giuffrè, il saggio in cui Giovanni Mottura insieme a Gennaro Brescia e Sandro Cavaliere analizza il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa nelle imprese soffermandosi in particolare sulle forme di repressione e bonifica.
In “Amministrazione e controllo giudiziario” si esaminano le recenti novità per quanto riguarda l’attività professionale dell’amministratore giudiziario nelle evolute vesti di gestore e/o controllore delle attività assoggettate: il d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159, conosciuto più comunemente come Codice Antimafia, è stato significativamente modificato dalla legge 17 ottobre 2017 n. 161 che ha integrato fra l’altro l’art. 34 (Amministrazione giudiziaria dei beni connessi ad attività economiche e delle aziende) e introdotto ex novo l’art. 34-bis (Controllo giudiziario delle aziende). Il testo a cui ha lavorato anche Giovanni Mottura, da giugno 2020 Amministratore Unico di Atac S.p.A., si propone dunque di esplorare i due nuovi istituti introdotti per soddisfare una necessità sempre più avvertita: quella di implementare un sistema efficiente nell’individuare soluzioni diversificate e più ampie rispetto a quelle sinora adottate per far fronte alle aggressioni criminali ai patrimoni aziendali. In questo quadro anche l’obiettivo principale dell’amministratore giudiziario cambia: se prima era lo spossessamento gestorio dell’azienda finalizzato all’ablazione di patrimoni aziendali di provenienza illecita, oggi diventa piuttosto il disinquinamento delle attività economiche attraverso l’introduzione di nuove forme di vigilanza e controllo sulle attività dell’impresa infiltrata dal crimine organizzato.
E al contempo, come emerge dal lavoro a cui ha contribuito anche Giovanni Mottura, l’amministratore giudiziario ha il compito di salvaguardare la continuità produttiva e le risorse (umane in primo luogo) delle imprese “agevolatrici” costruendo un percorso di possibile “permanenza” delle stesse sul libero mercato nella piena legalità.

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